Psichiatria e Pedofilia

Innocenza Perduta?

By Kelly Patricia O’Meara – Trad. Luciano Gianazza

L’ Associazione Americana degli Psicologi rifiuta di ritirare uno studio pieno di falle e corrotto che insinua che gli abusi sessuali non sono dannosi per i bambini che ‘consentono’.

Pochi penserebbero che sarebbe arrivato il giorno in cui gli abusi sessuali sui bambini sarebbero stati considerati “una esperienza positiva”. Non tanto tempo fa sarebbe stato inimmaginabile che, in un tentativo di legittimare atti sessuali criminali e immorali, i termini “molestie su bambini” sarebbero stati riconvertiti in un eufemismo come “sesso-adulto bambino”. . . . .

Ma l’Associazione Americana degli Psicologi, o APA, nel luglio 1998 ha pubblicato nel suo prestigioso Bollettino di Psicologia uno studio di tre professori — Bruce Rand della Temple University, Philip Tromovitch della Università della Pennsylvania e Robert Bauserman della Università del Michigan — che in pratica ridefinisce “abuso sessuale sui bambini”.

L’ obiettivo di questo studio, chiamato ” Esame Meta-Analitico delle Proprietà Assunte da Abusi Sessuali su Bambini Usando Esempi Raccolti nei College”, era quello di determinare: “Nella fascia delle persone con una storia di abusi sessuali nel periodo infantile, questa esperienza causa danni psicologici intensi su larga scala su entrambi i generi, maschile e femminile?” . . . . I professori dicono che i loro studi dimostrano che le esperienze sofferte da bambini, sia maschi che femmine, che hanno avuto abusi sessuali sembrano abbastanza moderate. Essi asseriscono inoltre che l’abuso sessuale su un bambino non necessariamente produce conseguenze negative di lunga durata. Le loro conclusioni ulteriormente insinuano che quando avvengono effetti negativi sono spesso temporanei, e che il sesso consensuale tra bambini e adulti, e tra adolescenti e bambini, dovrebbe venire descritto in termini più positivi, come “sesso adulto-bambino” e ” sesso adolescente- bambino”. . . . .

Anthony Falzarano, direttore of P-Fox, una organizzazione nazionale (americana) di omosessuali che stanno cercando “terapie di riparazione” e un’orientamento eterosessuale, non potrebbe sentirsi più oltraggiato dai ritrovamenti emersi durante gli studi. ” Ci troviamo in una grave situazione se l’APA sta lavorando verso la decriminalizzazione della pedofilia. Il 75% degli omosessuali è stato stuprato o molestato da bambino, e suggerire che questo non ha effetti duraturi è ridicolo.” continua, ” Io sono un ex-omosessuale e sono stato molestato diverse volte da bambino. La comunità ex-gay è molto turbata riguardo a quello studio perchè noi sappiamo che le conclusioni a cui arriva sono sbagliate. E’ assolutamente incredibile pensare che un bambino possa ‘consentire’ al sesso con un adulto.”

Falzarano è solo uno fra i molti Americani famosi che stanno esprimendo il loro proprio sdegno e rabbia alle implicazioni che scaturiscono dai nuovi interessi patrocinati dall’APA. La scorsa settimana parecchi membri del Congresso, personalità della radio e organizzazioni private si sono riuniti al National Press Club a Washington per denunciare i presupposti di questo studio dell’APA. Tom DeLay, capogruppo del Collegio Maggioritario, ha espresso le emozioni di molti dichiarando: “La mancanza di giudizio mostrata dall’APA nel pubblicare (lo studio) mi confonde enormemente!” “Non si può parlare in modo ambiguo su questa questione. Le attività sessuali tra un adulto e un bambino sono atti criminali, sempre e in tutti i casi.” Il Rappresentante dei Repubblicani Matt Salmon dell’Arizona che era visibilmente irritato dalla posizione assunta dall’APA, ha detto: ” E’ al di là del reame dell’immaginazione il fatto che noi oggi siamo qui a parlare di questo. Ma cosa dobbiamo fare quando abbiamo a che fare con gruppi come l’ APA che non balzano in piedi dicendo che tutto questo è nauseante e ingannevole. Io non voglio comprendere i pedofili, io voglio metterli in galera”.

A metà maggio Salmon ha sponsorizzato una mozione chiedendo a Clinton di riunire il congresso per respingere le conclusioni del rapporto. La Camera dei Deputati ha considerato di mettere ai voti il documento la settimana del 14 giugno, che coincide con la Settimana della Famiglia. Mozioni di sdegno stanno venendo poste anche in altri stati. La prima di queste è passata al Senato dell’Alaska con 20 voti a favore e zero contro. Ma l’APA tiene duro. Nonostante l’APA sostenga che “l’abuso sessuale è da condannare e di danno alle sue vittime,” l’associazione sta trattando quello studio come scientifico anzichè come una propugnazione. ” Se loro non appoggiano i risultati”, si chiede Falzarano, “perché danno una credibilità ad essi pubblicandoli?” Rhea Farberman, direttore delle comunicazioni pubbliche per l’APA, spiega la resistenza del gruppo: “Noi pubblichiamo centinaia di articoli scelti fra le migliaia che ci sottopongono. L’abilitazione alla pubblicazione è concessa in base alla sua attendibilità.” continua dicendo:” Penso che la disputa non riguardi tanto la pedofilia quanto se destinare o no alla scienza la risposta a domande così ardue. Il fatto che noi abbiamo pubblicato lo studio non significa che siamo d’ accordo con esso o con i suoi autori. Noi ci atteniamo alla metodologia. Così agisce la la scienza. Tu fai una domanda e essa ne genera un’altra. Se non rendi note le informazioni, non ci sarà mai alcun progresso.” “La metodologia usata per questo studio è il lato più debole”, dice alla radio la Dott.ssa Laura Schlessinger, un critico schietto. ” “Una Analisi Meta-Analitica, ecc. significa che tu non fai la tua propria ricerca, vai a cercare fra la letteratura sul soggetto, raccogli un sacco di carta, tutti scritti di differenti persone, le metti tutte insieme, fai un sacco di conteggi e pubblichi il tutto.” Lei continua dicendo: “I ricercatori hanno esaminato 59 trattati. Di questi, il 38% non è giunto alla pubblicazione. Erano tesi di laurea non pubblicate. Così 23 dei 59 trattati non hanno ricevuto alcun genere di valutazione dalla comunità degli psicologi.” . . . . la Faberman non mette in discussione le dichiarazioni della Schlessinger. Le 23 tesi che sono state usate per la ricerca hanno comunque ricevuto una dissertazione di laurea per li voto agli esami, dice la Fabermann. “La dissertazione ha un differente livello di revisione, ma è nondimeno una revisione. Il ciarpame non viene accettato ad una dissertazione di laurea.” . . . . Ma la Dott.ssa Laura dice a Insight (una rivista americana – ndt): “Secondo una analisi del Consiglio dei Deputati sulla Salute Mentale, la Giustizia e i Media, il 60% dei dati contenuti nell’articolo dell’APA riguardante gli effetti causati da abusi sessuali su bambini, riportati volontariamente, sono stati raccolti da una singola ricerca del 1956, che studiava gli effetti di leggere interazioni adulto-bambino che non riguardavano alcun contatto fisico. Non sorprende che questi incontri risultarono in danni permanenti di lieve entità, ma poi gli autori della ricerca generalizzano i risultati come pertinenti a tutte le vittime di abusi sessuali senza informare il lettore che le informazioni da loro raccolte sono state distorte. . . . .”

Nel frattempo “l’altra” APA, l’Assocìazione degli Psichiatri Americana, sta facendo di tutto per dissociarsi dalla ricerca, contattando ogni giornalista che era presente alla recente conferenza stampa per chiarire ogni confusione fra i due gruppi. I critici dicono a Insight che considerano strano questo comportamento dato che nel loro Manuale delle Statistiche e Diagnosi, o DSM-IV, l’Associazione degli Psichiatri Americana ha deciso che i pazienti che molestano i bambini non devono più essere definiti “pedofili” a meno che non si sentano dispiaciuti o angosciati per quello che hanno fatto o che il loro lavoro o le loro relazioni sociali non vengano conseguentemente compromessi. . . . . Harold Pincus, uno psichiatra e vice direttore medico dell’Associazione Americana degli Psichiatri, spiega a Insight che “è importante distinguere fra l’atto criminale e la malattia mentale. C’è una grande differenza. La differenza entra in gioco, secondo Pincus, quando un pedofilo viene preso e viene accusato del crimine.” . . . .

Un gruppo che è stato esplicito nel dare il suo supporto a questa ricerca è la North American Man-Boy Love Association, o NAMBLA, un gruppo di pedofili che reclama leggi che permettano il sesso fra adulti e bambini “consenzienti”. Sul suo sito web la NAMBLA elogia la ricerca dell’APA come “buone notizie.” E mentre l’APA ha rifiutato di mettere le distanze fra se e i risultati della ricerca, lo ha comunque fatto nei confronti della NAMBLA dicendo: “L’APA non appoggia in alcun modo la posizione assunta dalla NAMBLA”. . . . .

Bob Flores, autorevole consulente legale del National Law Center for Children and Families, non si sorprende per lo stato euforico della NAMBLA. “La relazione della ricerca rafforzerà molti pedofili. Li farà pensare che quello che stanno facendo ai bambini sia benefico. Non stiamo parlando di operazioni al cervello. Anche l’idiota del villaggio capisce dove conduce questa ricerca. In fatti se ai giorni nostri saltasse fuori qualcuno con una ricerca che dice che le persone di colore e gli ispano-americani non hanno il cervello per imparare, l’APA giustamente rifiuterebbe con sdegno la ricerca. Quindi quello che ci si deve domandare è: “Perché l’APA appoggia la ricerca pubblicandola”? Come pubblico ministero vorrei conoscere il background degli autori, e cioè — quali sono i loro rapporti con la comunità omosessuale e se sono essi stessi omosessuali. . . . .

Gli autori non sono stati reperibili per una dichiarazione. Comunque le domande che si pone Flores sono condivise da coloro che si oppongono a questa ricerca, e affermano che la storia si ripete. Essi richiamano all’ attenzione che tre decenni fa con piccoli ma fermi passi gradualmente l’Associazione degli Psichiatri Americana ha rimosso il termine omosessualità dal loro Manuale delle Statistiche e Diagnosi (DSM) spiegando che la condizione era normale nella misura in cui la persona non ne era dispiaciuta.” Quando l’omosessualita fu rimossa dal DMS, l’ordine del giorno fu: “l’omosessualità è normale”, dice la Dott.ssa Laura. “Se dicevi qualcosa contro quell’asserzione, voleva dire che eri ostile e bigotto. La deviazione fu ridefinità come diversità, e la tolleranza fu definita come accettazione, poi celebrazione. Sembra che si stia tentando di fare lo stesso con la pedofilia.” . . . . anche Falzarano teme che l’APA abbia intrapreso il primo passo verso la normalizzazione della pedofilia.

Le sue raccomandazioni sono semplici: “Dobbiamo iniziare a proteggere i bambini. Invece di appoggiare ricerche come queste, l’Apa dovrebbe intervenire dicendo che sono erronee. E’ venuto il tempo di mettere l’APA di fronte alle responsabilità derivanti dal suo comportamento”.


Si ringrazia Insight con il cui permesso è stato ristampato questo articolo.

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