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Credenze e Convinzioni

di Luciano Gianazza

Il problema con il mondo è che gli stupidi hanno assolute certezze e le persone intelligenti sono piene di dubbi.” — Bertrand Russell
(Tuttavia spesso l’assunto di Russell funge da giustificazione per molti nel continuare a non fare la cosa più importante: non rimanere perennemente nel dubbio, ma cercare e trovare la verità che farà svanire i dubbi.)

Se per vivere si intende la manifestazione nell’Universo fisico del volere e del determinismo dell’essere spirituale, la maggior parte delle persone sta sognando di vivere, convinta di vivere.

La società in cui viviamo non è fondata su delle verità ma su una serie di menzogne più o meno complesse che si reggono su “credenze”, intendendo per credenza un’attitudine mentale di accettazione o assenso di una asserzione senza la completa conoscenza intellettuale e soprattutto la comprensione richiesta per garantire la sua verità.

La funzione più potente del nostro essere e altrettanto deleteria, il nostro sistema di credenze, viene praticamente ignorata quando, una volta svegli, si giunge alla vita reale.

I sistemi di credenze — sono idee pre-programmate, su cui la nostra vita si fonda. Sono così condizionanti, così sottili e così automatiche che possono completamente fare funzionare la nostra vita senza il minimo pensiero da parte nostra. Qualsiasi condizione nella nostra vita o qualsiasi sentimento che proviamo ripetutamente hanno le loro radici in una credenza. La nostra vita esteriore riflette le nostre convinzioni interiori.

Non importa quanto reali possano sembrare, per quanto tempo abbiano funzionato con noi e per noi, tutti i sistemi di credenze sono spazzatura!

L’unica cosa che si intromette fra noi e una vita espressa in tutte le sue funzioni e una salute raggiante è il ciarpame a cui ci aggrappiamo: le nostre credenze.

Le nostre convinzioni pre-determinano i nostri risultati futuri. La libertà comincia quando ci rendiamo conto che non abbiamo problemi cronici, soltanto ciarpame cronico. Le nostre convinzioni interiori sono la causa del fatto che gli stessi problemi—emicranie croniche, stress costante, conflitti relazionali, contrattempi nella carriera, mancanza di fiducia in sé, ecc., tormentano la nostra vita anno dopo anno. Venire a contatto con le nostre credenze interiori per cambiare la nostra vita è un processo che dura l’intero corso della vita. Ogni volta che rimaniamo appiccicati a un sentimento negativo o ci leghiamo a una condizione negativa, c’è una convinzione che ci induce a produrre tali situazioni, e per uscirne dobbiamo fare a pezzi le nostre convinzioni o credenze.

Dato che una credenza è accettata generalmente da molta altra gente la compriamo come rappresentazione esatta della verità. Questo comunque non è un metodo sicuro, perché l’istinto del gregge può condurre spesso ad un consenso sociale che è l’opposto esatto della verità, come possiamo vedere negli esempi della Germania Nazista, della Santa Inquisizione e della schiavitù.

La credenze sono sottili ma potenti: ci legano con dei nodi fino a quando non siamo così intrappolati in esse da credere che siano la nostra essenza. Fino a quando non affiliamo la nostra capacità di osservare le nostre credenze, distaccati, freddamente, siamo virtualmente ciechi. I sistemi di credenze sono così istintivi che fino a quando non sviluppiamo la capacità di osservarle non possiamo vederle in azione.

Le credenze agiscono in automatico, sono così sottili e perfide, scrivono il copione della nostra vita e prima di sapere cosa è successo, siamo completamente immersi nel recitare la parte, convinti di attuare scopi ed azioni determinate da noi stessi. Non si possono cambiare i fatti avvenuti, ma si possono cambiare le convinzioni. Possiamo spostare le montagne cambiando il nostro modo di pensare. Al contrario, a causa di una cocciuta convinzione, un piccolo dosso può mantenerci imprigionati per anni, o per una vita intera.

Le credenze non possono discriminare fra negativo e positivo, l’uno o l’altro sono di eguale valore per le credenze. Una credenza può renderci attratti da una relazione turbolenta e dolorosa con la stessa facilità con cui siamo attratti da una relazione meravigliosa. La prosperità, per una credenza, può tranquillamente avere lo stesso peso della lotta e delle difficoltà. Quindi possiamo irradiare salute e altrettanto naturalmente possiamo soffrire per malattia, condizioni economiche sfavorevoli, relazioni controproducenti, e quant’altro di realmente indesiderabile per una vita degna di essere vissuta.

Se il problema è dentro la nostra testa, lì c’è anche la soluzione. C’è un solo potere di guarigione, e nessun altro potrà mai eguagliarlo. Il nostro lavoro è trovare un modo per permettergli di fluire. La guarigione funziona contemporaneamente sia per la mente che per il corpo. Mentre rimuoviamo continuamente e costantemente i blocchi interiori (credenze), sia la mente che il corpo guariscono. Il potere di guarigione può fare il suo lavoro solo quando noi facciamo il nostro.

Quasi tutte le malattie, se non tutte, ma voglio lasciare spazio all’eccezione per non cadere nell’assolutismo, permangono in un individuo che crede nella medicina ortodossa al quale sia stata diagnosticata una malattia (etichetta attribuita a un sintomo o a gruppi di sintomi), da un medico che a sua volta ha la mente infarcita da credenze acquisite dall’università, dal sistema medico, dalle case farmaceutiche e dal mainstream in generale.

Lavoro Interiore

Se comprendiamo che lo spirito, la mente e il corpo sono parti di un’unità, possiamo anche comprendere che un cambiamento nella nostra mente può trasformare letteralmente il corpo fisico (giù fino al DNA). Il timore della malattia, che assorbe la nostra voglia di vivere, comincerà a svanire.

Quando realmente stiamo vivendo secondo il principio di unità di spirito/mente/corpo, ci assicuriamo che i pensieri, le immagini e i sentimenti siano conformi a ciò che desideriamo manifestare nel corpo. Lavorando sempre più dalla consolle della nostra mente, ci allontaneremo naturalmente dal metodo opposto e completamente fisico, che pretende che la guarigione venga dal corpo.

Coloro che ignorano lo spirito e la mente non hanno il controllo della loro mente. In realtà nemmeno del proprio spirito, la propria essenza. Mentre la guarigione non proviene dal corpo, tecnicamente o spiritualmente parlando, nemmeno proviene dalla mente. Il flusso vitale, che dà vita al nostro corpo, passa attraverso la mente e, a seconda delle credenze presenti o della loro assenza, crea malattia o benessere.

La guarigione è un processo spirituale più elevato e più profondo di quanto si possa immaginare. Il benessere è la natura dell’Universo, così come la natura del nostro proprio essere. Il benessere è l’espressione dell’ordinato allineamento dei flussi che intrecciano l’Universo secondo le leggi naturali. La malattia sorge dalle violazioni delle leggi naturali causando il disallineamento dei flussi, introducendo caos nell’Universo. Ciò che vale per l’universo vale anche per ognuno di noi.

L’idea che una medicina, una pasticca, possa guarire è una falsa credenza che molti ritengono essere un fatto, e possiamo osservare il disastroso risultato dell’agire in base a tale credenza. Sempre più farmaci di sintesi e molecole vengono prodotti ogni giorno, ma gli individui sono sempre più ammalati. Se la guarigione dipendesse dai farmaci, che in realtà sono sostanze tossiche che sopprimono i meccanismi di difesa del corpo impedendogli di liberarsi dalle tossine o di segnalarne la presenza all’interno, non dovrebbero esserci più malattie.

Credenze

Cosa sono le credenze? Sono informazioni coscienti ed inconsce che abbiamo accettato per vere che formano la struttura della nostra personalità e costituiscono la base del nostro comportamento ed etica. Le nostre credenze ci imprigionano e ci impediscono l’accesso a ciò che è veramente reale.

Il filtro delle idee sbagliate impedisce alla verità di passare e vediamo solo le cose che il filtro lascia passare e rifiutiamo tutto il resto. La verità non può mai essere rivelata al cosiddetto “credente convinto.” Non desidera riconoscere qualsiasi cosa al di fuori delle sue credenze e vede qualsiasi cosa con cui non sia d’accordo come una minaccia. Per proteggere le sue credenze, costruisce delle mura intorno al suo mondo.

Puoi vedere degli esempi fra i fanatici religiosi che a volte postano nel mio diario di facebook righe copia incolla tratte dalla bibbia a sostegno delle loro credenze. Qualunque spiegazione logica viene contrastata da un nuovo passo tratto da “libri sacri”, vangeli, giaculatorie papali e altro, senza alcun tentativo di verificarne il senso, ammesso che abbiano un senso. Rispondendo a tali personaggi nel tentativo di chiarire puoi solo perdere, hanno sempre la risposta pronta fra le centinaia di migliaia di frasi copia incolla.

Il “credente convinto” non ha alcuna possibilità di cambiare idea. Questo fa di lui suo malgrado un ignorante. Può riconoscere soltanto le bugie all’interno delle mura che ha eretto intorno sé ed è impedito dall’esplorare la verità illimitata che si trova al di là delle mura. Non riesce a realizzare che la verità è sempre più grande di qualsiasi struttura sviluppata per contenerla. Credenze e fede non sono la stessa cosa e non dovrebbero essere confuse. Diversamente dalle credenze, la fede non è completamente limitante. Riconosce che c’è molto da scoprire e sapere e che si deve cercare sempre più verità. Con la fede nei propri obiettivi, tutte le cose sono possibili.

Il “credente convinto” pensa sempre di conoscere la risposta. La persona con fede, consapevole di conoscere pochissimo, cerca costantemente l’illuminazione. Intellettualmente, possiamo essere d’accordo che dovremmo cambiare ma riteniamo quasi sempre che la nostra situazione sia differente da quella di tutti gli altri. Evitiamo, resistiamo e rigettiamo con tutte le forze qualsiasi idea che minacci le nostre credenze.

Facciamo un esempio. Ad un alcolizzato, dal suo punto di vista, sembra razionale continuare a bere. O meglio, sarebbe più corretto dire che razionalizza la sua condizione con delle giustificazioni. Il drogato, il giocatore accanito dei gratta e vinci e delle “macchinette” ed il mangione compulsivo si comportano tutti allo stesso modo riguardo alle loro rispettive “dipendenze”. Razionalizzano le loro azioni in base al loro livello attuale di consapevolezza, non importa quanto possa essere errato e distruttivo il loro comportamento.

Ogni persona, in una certa misura è stata ipnotizzata da idee che ha accettato da altri o da idee di cui si è convinta che fossero vere quando le ha assorbite.

Queste idee hanno esattamente lo stesso effetto sul comportamento di quelle instillate nella mente da un ipnotizzatore professionista. Nessuno può essere ipnotizzato involontariamente perché ogni persona collabora al processo di ipnotismo. L’ipnotizzatore professionista è soltanto una guida che aiuta il soggetto ad accelerare il fenomeno. Non c’è limite a ciò che si può far fare a una persona quando è ipnotizzata; il potere dell’immaginazione è illimitato. Molte persone pensano di poter cambiare la loro vita con la sola forza di volontà. Questo non è attuabile. Idee negative inducono ad immaginare scene che portano alla sconfitta. Non importa quanto si impegnino duramente, è tutto inutile. Hanno accettato una credenza falsa come un fatto. Tutte le loro abilità, le buone intenzioni, gli sforzi e la forza di volontà non servono a nulla contro le potenti false credenze che hanno accettato come verità.

Una persona si arrabbia con un’altra durante la discussione. I comportamenti degenerano in improperi e insulti con risultati sgradevoli. Terminato il litigio, può succedere che si senta dispiaciuta per l’accaduto, per essersi lasciata prendere dall’ira, e decide di non ricadere più in una situazione del genere. La sua verità è che quando si arrabbia la causa della sua rabbia deriva dal comportamento dell’altra persona e quindi non potrà mai trovare la vera causa che risiede in sé stessa, nella sua mente. Molte persone hanno questa convinzione errata, e lo confessano inconsapevolmente quando dicono frasi simili: “… mi hai fatto arrabbiare… mi ha fatto arrabbiare… io sono una persona buona… ma se mi fanno arrabbiare divento una belva!”

Una volta che una persona crede che qualcosa sia vero, indipendentemente dal fatto che lo sia oppure no, agirà come se lo fosse. Cercherà istintivamente di raccogliere fatti per sostenere la credenza, non importa quanto falsa possa essere. Nessuno potrà convincerlo del contrario, a meno che, per esperienza personale o studio, sia pronto a cambiare.

Quindi, è facile da vedere che, se uno accetta qualcosa che non sia vero, tutte le azioni successive e le reazioni saranno basate su una credenza falsa. Questa non è una idea nuova. Dall’inizio del tempo, sia uomini che donne sono stati in una specie di sonno ipnotico di cui non erano consapevoli ma di cui grandi maestri ed pensatori durante i secoli si sono resi conto. Queste persone hanno percepito che il genere umano si limita con le sue “certezze sbagliate” ed hanno cercato di fargli aprire gli occhi sul proprio potenziale di una grandezza che va oltre qualsiasi cosa che possiamo immaginare.

Le certezze sbagliate sono cose di cui siamo sicuri che siano vere ma che di fatto non lo sono. Sono basate generalmente su desideri intensi che distorcono la realtà e conducono all’autoinganno. Vogliamo che le cose siano come vorremmo che fossero piuttosto che come sono. Guardiamo il mondo con occhiali colorati di rosa, che consentono al nostro desiderio di una realtà ideale di renderci ciechi a ciò che è reale.

Possiamo cambiare il mondo solo fino al punto in cui possiamo cambiare noi stessi. E possiamo cambiare soltanto fino al livello delle nostre false certezze di cui diventiamo coscienti. La maggior parte delle nostre difficoltà deriva da aspettative che non sono diventate realtà. E la maggior parte dei nostri disappunti sorgono da cosa pensiamo che “dovremmo,” o “dobbiamo” avere, fare, o essere, secondo il nostro livello attuale di consapevolezza.

È la realtà con cui resistiamo o combattiamo l’Universo.

Ralph Waldo Emerson ci dice: “Siamo ciò a cui pensiamo tutto il santo giorno.” Qualsiasi cosa che stia accadendo ora nel nostro mondo fisico, mentale, emozionale e spirituale è il risultato di ciò che sta succedendo nella nostra mente. Accettiamo, mettiamo in relazione o rifiutiamo tutto nel nostro ambiente spirituale/fisico/mentale a seconda del nostro livello attuale di consapevolezza.

Il nostro livello attuale di consapevolezza è determinato dalla nostra educazione, dal nostro ambiente, dalla vita di famiglia, dalle esperienze dell’infanzia, dai successi, dai fallimenti e dalle credenze religiose. Non dovremmo supporre che ciò che ora deteniamo come verità sia, di fatto, la Verità. Invece, dovremmo procedere con l’idea che attualmente siamo ipnotizzati da false credenze, da concetti e valori falsi che stanno impedendo di essere completamente sani e sicuri di sé.

Siamo soprattutto il risultato di ciò che cosa ci hanno detto ed insegnato e di ciò che abbiamo venduto e comprato. La “persona media” non riesce mai a raggiungere il suo potenziale illimitato perché sta vivendo con il falso presupposto di conoscere già la verità. Crede a quello che i suoi genitori gli hanno detto, a quello che i suoi insegnanti gli hanno insegnato, a quello che gli ha passato il sistema tramite i media e a quello che la sua religione predica, senza realmente cercare di dimostrare la veridicità di qualcosa per sé stesso.

Milioni e milioni di persone seguono ciecamente l’altisonante retorica di cosiddette “persone informate” e “esperti” “il mio medico curante” senza accettarsi che i principi che questi “esperti” espongono abbiano alcun fondamento con la realtà della vita. Ci limitiamo ulteriormente continuando a detenere questi concetti, valori e credenze anche dopo che ci siamo evoluti al di sopra di essi.

Il nostro primo lavoro consiste nello svegliarci dallo stato ipnotico che ci sta impedendo di essere la persona che desideriamo essere. Il grado a cui ci svegliamo è direttamente proporzionale alla quantità di verità che possiamo accettare riguardo a noi stessi. Qualcuno ha detto: “Conosci la Verità e la Verità ti renderà libero.” Se siamo sinceri riguardo a cambiare la vostra vita per il meglio, dobbiamo avere un atteggiamento senza pregiudizi e imparziale. Dobbiamo capire che cosa ci sta venendo detto senza la necessità di crederci.

Per costruire una nuovo edificio “funzionale” dove ne esiste già uno “inefficiente”, prima bisogna radere al suolo la vecchia struttura. Questo deve essere fatto frantumando quelle “certezze sbagliate” che ci hanno impedito di esprimere la vita illimitata, prospera e sana che desideriamo.

Liberare noi stessi

L’ostacolo principale a cambiare la nostra consapevolezza imperfetta è che non desideriamo riconoscere ed accettare la realtà, o che cosa è, perché le nostre “certezze sbagliate” alterano le nostre percezioni. Ecco perché è importante sfidare le nostre credenze di tanto in tanto, per vedere se stiamo agendo con punti di vista erronei.

Le credenze di una persona che ha una personalità normale e sana subiscono un processo costante di riorganizzazione ma la personalità nevrotica aderisce incondizionatamente alle sue credenze, per quanto possano essere false e distorte. Di solito l’unica situazione in cui il nevrotico cambierà è quando una crisi maggiore lo forza ad alterare i suoi vecchi modelli di abitudini di auto-sconfitta.

Se la mente di una persona è stata programmata o condizionata a credere dati falsi e concetti e valori distorti, svilupperà un stile di vita per giustificarli. Poi, cercando di dimostrare di aver ragione, raccoglierà dei fatti e li adatterà. Diventa come un cane che rincorre la sua coda. Una credenza falsa conduce ad un’altra fino a quando non si può più agire razionalmente.

La priorità numero uno nella vita dovrebbe essere il benessere e l’espansione della consapevolezza. Espandendo la consapevolezza, si rimuovono “le certezze sbagliate” che stanno impedendo di essere la persona sicura di sé si vorrebbe essere.

Istruzioni per l’uso

1. Smettere di difendere automaticamente ed arbitrariamente i punti di vista personali su ciò che è “giusto” e “sbagliato.” Difenderli rende una persona tale per cui non è possibile insegnarle alcunché e impedisce la ricezione di altri punti di vista. Occorre imparare a selezionare ciò che entra ma anche mantenere la porta socchiusa.

2. Rivalutare concetti, valori, credenze, ideali, presupposti, difese, aggressioni, obiettivi, speranze e compulsioni.

3. Riorganizzare e capire bisogni e motivazioni reali.

4. Imparare a fidarsi delle proprie intuizioni.

5. Osservare i propri errori e correggerli essendo consapevoli che contengono alcune lezioni importanti.

6. Amare se stessi per ciò che si è e gli altri per ciò che sono al di delle loro e nostre credenze. Non pretendere che siano come si vorrebbe che fossero.

7. Imparare ad ascoltare senza pregiudizi e senza pensare automaticamente “Questo è giusto”, “Quello è sbagliato.” Esercitarsi ad ascoltare CHE COSA viene detto senza la necessità di crederci.

8. Notare che cosa si sta difendendo con maggiore frequenza o intensità.

9. Rendersi conto che la nuova consapevolezza fornirà i mezzi e le motivazioni a cambiare per il meglio. Prima di poter cambiare la propria vita per sperimentare un’esperienza più positiva, occorre ottenere l’immagine completa di se stessi.

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Luciano Gianazza

Luciano Gianazza, traduttore dei libri originali di Arnold Ehret, e di Edward Earle Purinton, scrive articoli di carattere filosofico spirituale che rispecchiano le sue personali esperienze lungo il cammino della conoscenza, oltre ad altri sulla corretta alimentazione dell’uomo. Ha creato il sito NikolaTesla.it per un suo voler ricordare un Uomo, Nikola Tesla, per cui nutre una profonda stima.

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Luciano Gianazza

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