Crisi della seconda metà del 2011 e la Cina

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President of China Financial Futures Exchange

President of China Financial Futures Exchange

Si parla molto in questi giorni della crisi mondiale e dei giorni neri per la borsa, ma non si sente parlare del ruolo importante che la Cina potrebbe ricoprire.

La Cina è una superpotenza.

Nel futuro ordinamento del mondo avrà una parte importante. Mentre il mondo occidentale si occuperà del settore commerciale, la Cina si dedicherà soprattutto alla produzione di beni. Lo sta già facendo, prendi in mano un telefono, una stampante, un cacciavite, una radiosveglia, qualunque cosa che hai a portata di mano, e probabilmente troverai il marchio “Made in China”. E probabilmente i singoli componenti sono made in China anche quando il prodotto finito ha il marchio made in Italy.

Lavoratrici cinesi come galline in batteria

Lavoratrici cinesi in batteria

Alla Cina non manca il personale, miliardi di persone, i cittadini comuni devono lavorare per il popolo per una paga misera, per molte ore settimanali, poco riposo, poche ferie, e se vengono licenziati prima o poi finiscono in campi di lavoro forzato. Le sorpresine che trovi nei vari prodotti per bambini provengono da quei campi. Molti marchi di fabbrica dei prodotti che arrivano nel mondo occidentale sono nomi di carceri cinesi. Hanno un apparato commerciale identico a quello di qualsiasi fabbrica.

Costano molto poco, una ragione c’è. Più che lavoratori sembrano schiavi. Se ti sei mai chiesto perché i prodotti cinesi costano così poco, quella è la risposta.

Ciò che non è permesso a Geddafi e a Saddam è permesso al partito popolare cinese, e molto di più. I burocrati cinesi violano i diritti umani e anche la costituzione cinese e nulla viene fatto per impedirlo dai paesi occidentali, anche se ogni tanto fanno ipocriti comunicati di disappunto per le tante violazioni perpetrate dal governo cinese. Ogni giorno ci sono così tante violazioni di diritti umani che al confronto i dittatori africani sono dei bravi ragazzi un po’ monelli.

Tutto quello che apprendi dai media è totalmente falso. I comunicati dei presidenti delle nazioni occidentali per giustificare la guerra alla Libia con la scusa di fermare la violazione dei diritti umani nei confronti del popolo libico sono pura ipocrisia. Non gliene frega nulla a chi fa tali altisonanti comunicati, tutti continuano a fare sonni tranquilli, stanno solo seguendo un copione preparato tanto tempo fa.

I governi angloamericani e quello francese sono interessati solo ad accaparrarsi il petrolio e sanno che trattare con “governi democratici” fantocci è più facile che trattare con un dittatore. Inoltre gli “aiuti ai ribelli” non sono gratuiti e il petrolio è la moneta per pagare quei debiti.

Perché vogliono tutto quel petrolio, al di là del fabbisogno nazionale? Per venderlo alla Cina, per assicurarsi la fornitura di cacciaviti e forni a microonde.

Nel nuovo ordine mondiale la Cina sarà anche il carceriere che si occuperà dei rivoltosi di qualunque paese che verranno inviati in quella terra lontana per essere “rieducati” lavorando in uno dei tanti sterminati “campi di lavoro”, nelle campagne, nelle miniere, nelle fonderie, negli impianti petrolchimici. Questa potrebbe essere un’anteprima del nostro futuro.

Quello che succede è che la Cina sta avendo uno sviluppo economico molto più veloce di quanto le superpotenze occidentali si aspettavano, e la Cina si è resa conto di questo al punto che sta cercando di liberarsi dei dollari più in fretta possibile.

La fiducia nel dollaro sta letteralmente evaporando in tutto il mondo, la politica di Obama non rassicura certamente, mettendo sul gobbo dei cittadini americani il denaro rubato dalle banche tramite i vari imbrogli con la cosiddetta bolla immobiliare e altre bolle meno note, ha dato inizio a una crisi irreversibile e inizieremo a vederne gli effetti verso la fine del 2011.

I politici stanno mentendo riguardo al deficit federale mentre gli investitori internazionali guardano le montagne di debiti senza possibilità che possano essere saldati e che si accumulano più velocemente che in qualsiasi altro punto della storia americana!

Sto parlando dell’America, ma la situazione si sta replicando in tutto il mondo occidentale.

Se non sei nato prima del 1929 ora sei di fronte alla crisi economica più minacciosa della tua vita … e forse anche se sei nato prima del 1929…

Ignorare questa possibile eventualità può far si che di debba dire addio ai propri risparmi, alla pensione, al posto di lavoro e alla sicurezza finanziaria. E’ necessario prendere qualche precauzione, senza preoccuparsi, chi si deve preoccupare è solo chi non è al corrente di quello che sta avvenendo.

E’ necessario per garantire il benessere e la prosperità della propria famiglia!

Non è un segreto che i governi hanno i conti in rosso come non mai in tutta la storia dell’umanità.

Nessuna istituzione sulla terra, non la Casa Bianca, non il Congresso, non Bruxelles, e certamente non gli abomini che così gentilmente chiamiamo “Federal Reserve” e “Banca Centrale Europea” hanno la minima speranza di rallentare, e tanto meno di fermare, questa crisi imminente.

Nonostante quello che lobbisti e burocrati cercano di farci credere, la verità innegabile è che Washington ha completamente perso il controllo del bilancio federale. Potresti dire che la cosa non ci riguardi, ma questo influenza le sorti dell’economia mondiale, incluso quella della piccola Italia.

Questa situazione può rappresentare l’incubo di uno tsunami di iperinflazione che potrebbe demolire tutto ciò per cui abbiamo lavorato.

L’iperinflazione arriverà e non c’è tempo da perdere.

La definizione di iperinflazione è: Inflazione molto alta o “fuori di controllo”, una condizione in cui i prezzi aumentano rapidamente man mano che una valuta perde il suo valore.

Questo è accaduto in Germania dopo la Prima Guerra Mondiale quando l’iperinflazione ha causato al tasso di inflazione di gonfiarsi fino e oltre all’800.000.000 per cento in un periodo di sei mesi. Ti potrà sembrare fantascienza, ma questi fatti sono avvenuti davvero.

Il valore dei mutui tedeschi, nel 1913 era circa $10 miliardi di dollari. Al culmine dell’iperinflazione alla fine del 1923, questi mutui valevano solo un centesimo, una forma gentile per dire zero.

Non era una bella situazione …

Di fatto, l’iperinflazione galoppava così velocemente che i lavoratori chiedevano di essere pagati ogni giorno, o anche più volte al giorno, in modo che il loro salario non valesse zero alla fine della giornata.

Quando ricevevano la paga, i lavoratori letteralmente correvano dal lavoro al negozio nella speranza che i loro soldi sarebbero stati ancora sufficienti per l’acquisto di un pasto o di alcuni beni.

I prezzi spesso cambiavano di ora in ora.

Ci sono storie di persone che utilizzavano carriole per trasportare abbastanza soldi per comprare una pagnotta di pane. I soldi venivano venduti o scambiati a peso e menti creative hanno trovato altri usi per i soldi, come confezionare abiti, usarli come tappezzeria, per fare imbottiture e per l’isolamento di pareti.

Alcune persone hanno effettivamente bruciato i loro soldi solo per stare al caldo.

Questo periodo di iperinflazione ha letteralmente distrutto la classe media e medio alta in Germania.

Perché l’iperinflazione ora incombe pericolosamente

In Cina c’è un regime comunista molto particolare. C’è il compagno lavoratore che lavora per il bene comune del popolo, deve sempre affermarlo qualora gli venisse chiesto, praticamente non ha diritti e deve lavorare per una paga misera e non può uscire dal meccanismo in cui si trova a fare da ingranaggio, come i minatori, o i contadini, per esempio. Poi ci sono le classi d’élite e media, e gli appartenenti spesso sono imparentati con burocrati dell’apparato governativo.

Queste classi non si distinguono dalle classi equivalenti del mondo occidentale e hanno una vivace e dinamica attitudine al profitto, al suo incremento e preservazione, e sono molto più perspicaci delle nostre classi ormai fossilizzate nel loro conservatorismo.

Gli imprenditori cinesi in silenzio, ma non troppo, si tanno preparando ad affrontare una superinflazione e fanno il passaparola dicendo di liberarsi al più presto dei dollari convertendoli in oro, per esempio.

Se ti informi potrai avere conferma che i cinesi stanno comprando oro come non mai.

Sappiamo che il dollaro è in calo. Il dollaro ha perso quasi il 20% del suo valore internazionale solo negli ultimi 30 mesi. In altre parole sta cadendo vertiginosamente in termini di quanto mais, grano, soia, rame, argento e oro si può comprare. E sta cadendo anche nei confronti di euro, yen, sterlina e franco svizzero e anche nei confronti di molte valute del terzo mondo!

Per generazioni, gli Stati Uniti sono stati la fonte primaria di capitale in tutto il mondo. Erano gli Stati Uniti che possedevano grandi quote di economie straniere e non avevano certo bisogno di quei capitali per sostenersi.

Oggi invece dipendono troppo pesantemente da capitali stranieri, come un paese del terzo mondo.

Ogni volta che viene preso in considerazione il deficit del budget federale statunitense, i funzionari di governo devono andare col cappello in mano a chiedere denaro alle banche centrali e agli investitori in Europa, in Asia e anche in America Latina.

Dopo migliaia di tali viaggi, e trilioni di dollari in tali operazioni, una porzione significativa della ricchezza americana è stata svenduta o letteralmente buttata via.

E fino ad ora l’America era l’unico gioco nel luna park dell’economia, non c’era altra scelta. Questo non si può dire per i piccoli poteri economici, come il Brasile per esempio. Con un paese come il Brasile, l’investitore straniero aveva una scelta. Ogni qual volta che perdeva la fiducia nel Brasile, per qualsiasi ragione, se ne poteva andare in fretta e in furia, insieme a innumerevoli altri, facendo crollare periodicamente il mercato finanziario del Brasile.

Questa è la più grande differenza che separava gli Stati Uniti da un paese come il Brasile:

quando il Brasile si rilassava o faceva la manovra sbagliata, veniva sbattuto giù duramente, invece quando gli Stati Uniti hanno commesso degli errori simili l’hanno sempre fatta franca.

E così che gli Stati Uniti allegramente incorrevano in deficit enormi e prendevano in prestito tutto ciò che potevano, come se niente fosse. E nonostante tutto, gli investitori stranieri hanno continuato a impegnare sempre più denaro nell’economia americana.

Negli anni ’80 sono stati soprattutto il giapponesi pieni di soldi che hanno aperto la strada investendo miliardi di dollari in azioni e obbligazioni USA, contribuendo a sollevare il Dow Jones e il mercato dei buoni del Tesoro durante le loro peggiori recessioni del dopoguerra.

Negli anni ’90 sono stati per lo più i tedeschi che hanno giocato quel ruolo contribuendo a guidare il grande boom tecnologico.

E per gran parte di questo decennio sono state l’India e la Cina, con le loro industrie, che esplodendo hanno prosperato sui consumi negli Stati Uniti.

Ma ora, dopo quasi tre decenni di massicci, praticamente non-stop, flussi di capitale verso gli Stati Uniti dall’estero, alcuni paesi stanno cominciando a rendersi conto che NON è più una buona idea, dopo tutto.

E nel caso in cui non avessi indovinato … la Cina è uno di quei Paesi!

Quando il Segretario al Tesoro Tim Geithner ha recentemente visitato la Cina, durante una conferenza sul dollaro da lui condotta con entusiasmo, la reazione dei cinesi lo ha quasi terrorizzato.

Infatti, mentre parlava a degli studenti in una università cinese ha dichiarato che i dollari in possesso del loro governo erano “molto sicuri”.

E la loro reazione?

Semplice: le loro risate lo hanno quasi fatto sbalzare dal palco! In un paese asiatico, dove cortesia, imperscrutabilità e salvare le apparenze sono di primaria importanza, questo è scioccante.

Poi c’è stata l’esperienza di Richard Fisher, presidente della Federal Reserve Bank di Dallas. Recentemente anche lui ha visitato la Cina e si è incontrato con i funzionari del governo.

Ritornato negli USA, in un’intervista ha detto che lo tormentavano con insistenti domande sull’acquisizione dei debiti del Tesoro da parte della Federal Reserve. “Me lo hanno chiesto un centinaio di volte in Cina. Ad ogni singolo incontro mi chiedevano riguardo alla nostra acquisizione perché avevano investito i loro surplus di risorse principalmente negli Stati Uniti”.

Il British Telegraph ha scritto: “E’ un duro monito il fatto che la cultura di Confucio dell’Asia della giusta azione non guardi di buon occhio la noncurante politica anglosassone di stampare moneta al bisogno”.

E’ chiaro che i cinesi, insieme ad altri possessori di dollari all’estero, hanno paura di ciò che gli Stati Uniti potrebbero fare al dollaro. Purtroppo, i funzionari americani non sembrano essere preoccupati.

Dopo tutto, come il Financial Times ha spiegato, la Cina è “prigioniera in una ‘trappola del dollaro’ e non ha altra scelta che continuare a versare la maggior parte delle sue riserve in crescita nelle casse del Tesoro statunitense, perché rimane l’unico mercato abbastanza grande e sufficientemente trasparente per sostenere i suoi enormi acquisti “.

Beh … tutto questo era vero – ma non adesso, ora non più.

La Banca Popolare Cinese ha appena pubblicato un rapporto che dovrebbe produrre gli effetti di un terremoto sui mercati finanziari occidentali. Parte del rapporto riguarda le valute: “Per evitare le carenze di valute di credito sovrano da noi adottate, abbiamo bisogno di creare una valuta internazionale che possa mantenere la stabilità del suo valore a lungo termine.”

Di che “valute di credito sovrano” sta parlando la Banca Cinese? Quella principale oggi nel mondo è il dollaro USA. In altre parole, la Cina non vuole proprio più dollari! Invece, vuole una nuova valuta internazionale – la sua propria valuta.

Infatti, i cinesi stanno proponendo all’unità della contabilità del Fondo Monetario Internazionale di sostituire il dollaro come valuta di riserva mondiale dominante nei DSP (Diritti Speciali di Prelievo).

E’ molto importante che prima di continuare ti documenti e comprendi alla perfezione cosa sono i DSP, per capire l’astuta manovra che la Cina sta facendo.

Per dimostrare il suo impegno per l’idea, la Cina ha appena comprato 50 miliardi dollari di obbligazioni in DSP

Non solo, la Cina sta proponendo che i DSP stessi vengano modificati. Attualmente, i DSP sono costituiti da dollari (41.9%), euro (37.4%), yen (9.4%), e sterline (11.3%).

I cinesi vogliono che i DSP vengano portati al 20% per ciascuna valuta, dollari, euro, yen, sterlina … e che venga aggiunto lo yuan.

Questo è il vero e proprio shock: la Cina vuole che lo yuan diventi una valuta di riserva globale. E questo verrebbe messo in diretta concorrenza con il dollaro!

Apparentemente la Cina sta solo proponendo lo yuan come un componente del DSP. Eppure la verità è che pochi DSP vengono utilizzati come riserva internazionale.

La faccenda preoccupante è che se lo yuan diventa parte del DSP, acquisisce istantaneamente legittimità come valuta di riserva globale e poi potrà competere testa a testa con le altre valute sui mercati internazionali.

Ora ci si potrebbe chiedere perché con così tanti capitali investiti in dollari si stanno dando da fare con molto impegno e sforzo per cercare di fare diventare la loro moneta una valuta?

Che cosa vedono che noi non sappiamo? La risposta sta nei deficit galoppanti fuori di controllo delle potenze occidentali, principalmente degli Stati Uniti, senza che si possa minimamente intravedere la fine di questa escalation.

I deficit pubblici delle nazioni occidentali raggiungono ormai cifre di trilioni di dollari o euro. Questi numeri vanno veramente oltre la nostra concezione e i debiti sono ormai fuori di controllo e non è possibile saldarli. Quando si raggiunge la cifra preventivata per azzerare il debito pubblico, ci si accorge che le previsioni sono state non ottimistiche, ma fantasiose: la voragine del debito è ancora più profonda. I governi mentono su ciò che sta realmente accadendo.

I mercati di tutto il mondo riflettono l’andamento della borsa di Wall Street. Se il dollaro crolla perché agli Stati Uniti non vengono più concessi prestiti, si ripercuote su tutto il mondo economico. E le azioni strategiche nel campo della finanza internazionale della Cina fanno capire che intende ridurre considerevolmente gli investimenti in obbligazioni statunitensi. E se Washington non può avere in prestito il denaro di cui “ha bisogno”, semplicemente lo stampa.

Questa è la ricetta per la iperinflazione, facendo precipitare il valore della moneta, e per una crisi di proporzioni epiche.

Qualsiasi “quota di mercato” che lo lo yuan acquisisse la porterebbe via principalmente al dollaro, la domanda per il biglietto verde diminuirà, e il castello di carte inizierà a crollare.

Se la Cina cominciasse a tirarsi indietro e la sua moneta si mettesse in concorrenza con il dollaro, anche altri investitori stranieri se ne andrebbero.

E questo significa che abbiamo letteralmente davanti ai nostri occhi una crisi di iperinflazione come non ne abbiamo mai viste!

Come dice il detto, “Più sono grandi … più forte sarà il botto”. E’ il caso dell’economia degli Stati Uniti. In altre parole, la crisi dell’iperinflazione negli Stati Uniti ha richiesto più tempo per manifestarsi, ma quando sarà al culmine è quasi certo che sarà davvero un brutta crisi senza precedenti.

Non sono in grado di dire il giorno esatto in cui accadrà … nessuno può.

Ma è ovvio che ai nostri burocrati e ai potenti dell’economia importa davvero poco delle conseguenze delle loro azioni, e come le loro spese folli mettono a rischio i nostri risparmi, la nostra pensione, il nostro lavoro, le nostre attività e tutto ciò a cui teniamo.

Ora, quando le cose andranno veramente molto male, pensi che i potenti e i politicanti rimarranno al loro posto per aiutarti? Pensi che faranno sacrifici personali di modo che possiamo vivere tutti felici e contenti? Purtroppo, la risposta è no. Non lo faranno. Faranno finta di farlo dicendo di tagliarsi lo stipendio, ma alla fine piglieranno i soldi tagliati tramite qualche tipo di “indennità”.

Quindi, tocca a te proteggere te stesso e garantire la sopravvivenza e il benessere della tua famiglia.

Cosa potremmo fare se avvenisse un crollo come quello di Wall Street del ’29? I media ci rassicurano ogni giorno che la “situazione è sotto controllo”, ma, cifre alla mano, questa è la più grave crisi che coinvolge le borse europee dal secondo dopoguerra del 1946. Questo dovrebbe metterci all’erta.

La soluzione ce la suggeriscono i grandi finanzieri a livello globale, come George Soros, per esempio. In cosa stanno investendo? In beni primari:

  • acqua
  • terra
  • banche semi non OGM
  • know how riguardante le coltivazioni biodinamiche e non intensive.

Quindi terreni agricoli con sorgenti e corsi d’acqua, buone sementi e imparare a coltivare la terra con metodo biodinamico. L’oro sarà un bene rifugio, ma non si mangia.

Investire in un terreno per fare l’orto e un frutteto per il fabbisogno della famiglia non è più un hobby. In una grave crisi in cui i soldi non valgono più tanto quanto il cibo, un terreno coltivabile vale oro. Recintato e difeso.

Subito dopo un crollo non può che esserci la ripresa. Oggi abbiamo molti più mezzi che non in passato e una crisi può essere risolta molto più velocemente. Una volta ripristinate le linee di comunicazione, Internet la farà da leone perché permetterà di rimettere in comunicazione rapidamente il mondo, per trovare le materie prime disponibili.

Ti sei chiesto perché Google si è procurato anche la piattaforma hardware con 25.000 brevetti acquistando Motorola? Per essere pronto a ripartire in modo autonomo nella ripresa dopo un eventuale crollo. E chi avrà un’attività in internet in grado di trovare risorse di ogni genere e clienti per ogni genere di risorse partirà con il piede giusto.

Ogni giorno ricevo un sacco di email che mi propongono di entrare a far parte del “business più redditizio del momento, inizia ora, i primi che entrano faranno milioni, ecc ecc.”.

No, non funziona così. Entrare in quei “business” significa come minimo rimetterci soldi e come massimo arrabattare qualche euro dopo aver spammato mezza Italia al punto tale che la tua email viene presa a fucilate quando appare in un account di posta.

Come bisogna imparare a vangare, seminare, piantare, potare e irrigare, così bisogna imparare a lavorare con Internet.

Gli Italiani negli anni sessanta, hanno creato un boom economico che ha meravigliato il mondo intero. Poi ci siamo un po’ persi, ma in una situazione quasi pionieristica sapremmo aguzzare l’ingegno. L’ingegno con in più la conoscenza del come fare ci rende imbattibili.

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Luciano Gianazza Luciano Gianazza

Luciano Gianazza, traduttore dei libri originali di Arnold Ehret, e di Edwar Earle Purinton, scrive articoli di carattere filosofico spirituale che rispecchiano le sue personali esperienze lungo il cammino della conoscenza, oltre ad altri sulla corretta alimentazione dell’uomo. Ha creato il sito NikolaTesla.it per un suo voler ricordare un Uomo, Nikola Tesla, per cui nutre una profonda stima.