Attacco all’Italia

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salvadanaio rottoOggi attraversavo la piazza del paese passando fra le persone intente a comprare ammennicoli vari dalle bancherelle del mercatino di natale, fra espressioni come “Che carino quell’angioletto con la candelina…” (made in China) e altre manifestazioni di spensierata allegria. I media ci riportano, tra tg, gossip, interviste nelle strade sui regali di natale, l’equipaggio di una nave liberato senza pagare alcun riscatto …. il ritornello di Monti, “ora che la manovra è stata approvata, l’Italia è più credibile…” Più credibile per chi? Più credibile per cosa? Ma abbiamo detto a qualcuno di voler essergli più credibili?

Monti e Napolitano continuano ad asserire che non è vero che abbiamo ceduto la sovranità popolare e che non ci sono “poteri forti” che ci sovrastano.

Ma entrambi hanno sempre affermato il contrario tempo addietro quando ancora pensavano che i cittadini possano considerare queste circostanze una cosa positiva.

Monti: Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti di sovranità nazionali a un livello comunitario.

Napolitano, durante un discorso: [...]Ci si richiede un nuovo sforzo di coesione nazionale e un nuovo impegno per garantire la pace anche al di fuori della stessa Europa per contribuire alla creazione di un Nuovo Ordine Mondiale […]

Possiamo dire che hanno le idee chiare sul da farsi.

Dobbiamo prendere atto di una cosa. L’euro e l’Europa per noi sono stati e sono tuttora una fregatura. Tirando le somme di tutto quello che ho osservato, viste le cose come stanno adesso e come stanno andando, credo che l’Italia uscirà dall’euro, anche se Mario Draghi insiste che l’euro è ormai irreversibile.

I nostri politici hanno fallito, sia al governo che all’opposizione. Non sono abituato a generalizzare, di certo qualche mosca bianca ci sarà, ma mi vien da dire che sono degli imbecilli o dei furbi in malafede, ognuno scelga a quale di queste due categorie ritenga di appartenere o se sia una mosca bianca. L’area delle mosche bianche è comunque molto piccola.

Hanno permesso l’arrembaggio, i pirati sono saliti sulla nostra nave e si sono insediati con gli applausi e il consenso quasi generale e in quattro e quattr’otto hanno messo giù la lista delle richieste di riscatto per debiti che non sono nostri, ma sono la creazione fantasiosa dei filibustieri della finanza internazionale.

Una crisi economica è l’equivalente finanziario della conquista militare. E’ un’opportunità per le élite finanziarie di prendere possesso di proprietà che costituiscono garanzia di prestito quando i prestiti concessi arrivano alla scadenza non pagati. Diventa anche interferenza sulla politica al fine di rendere reale il valore di pretestuosi prodotti finanziari diventati inesigibili in quanto contabilizzati su modelli di mercato fittizi.

La retorica populista è realizzata per mobilitare le molteplici angustie finanziarie, e il malcontento generale diventa un’opportunità per aizzare i perdenti l’uno contro l’altro piuttosto che contro la massa dei “creditori”.

Questo è il momento in cui il lavoro di tutti questi anni di propaganda finanziaria paga. I Neoliberisti hanno convinto il pubblico che le banche sono necessarie per “oliare gli ingranaggi del commercio”, cioè fornire il flusso sanguigno di credito che porta nutrimento alle parti in movimento dell’economia.

Solo in condizioni di crisi le banche possono raccogliere quello che è diventato un accumulo fittizio di crediti. La crescita eccessiva di debiti ipotecari, di prestiti ai giovani imprenditori e studenti, debiti da carte di credito e altri debiti sono fittizi, perché in circostanze normali non c’è modo che vengano pagati, perché concessi senza dovute garanzie a chi non è in grado di onorarli.

Sono debiti creati appositamente dalle banche, come quelli prodotti tramite la cosiddetta “bolla immobiliare” per esempio, ma non solo.

Allora si manifesta una crisi e in quel momento le banche consegnano allo Stato i loro cattivi prestiti, inesigibili, in cambio di debito pubblico.

In pratica le banche in cambio dei loro crediti inesigibili, e quindi con un valore di mercato pressoché uguale a zero, ricevono titoli di Stato o depositi della banca centrale al valore nominale dei loro “crediti”, piuttosto che al reale prezzo di mercato.

Cosa vuol dire questo? Facciamo un esempio solo per rendere l’idea, senza pretesa che corrisponda esattamente a una situazione reale:

Un lavoratore precario, con un contratto a termine senza alcuna garanzia che venga rinnovato, ottiene un prestito da una banca o l’utilizzo di una carta di credito fino a 10.000 euro. La persona rimane senza lavoro e il prestito non può essere pagato. La banca ha quindi un credito di 10.000 euro, ma non potendo essere riscosso se non coercitivamente e con la probabilità che si arrivi a uno stralcio, il valore di mercato di quel credito è molto basso, diciamo che sia 2.000 euro, o meno. Questo “credito”, fittizio perché inesigibile, di cui la banca stessa è responsabile avendolo concesso senza le dovute garanzie, aggiunto a milioni di altri “crediti” dello stesso genere, permette alla banca di dichiarare di essere sulla soglia della bancarotta.

A quel punto lo Stato, manipolato dall’élite dei banchieri, interviene per “salvare le banche” prendendo questi “crediti” fittizi e di nessun valore e dando in cambio titoli di stato per il valore nominale (cioè, nell’esempio di cui sopra, 10.000 euro per un credito che ha un valore di mercato di 2.000 euro o meno). Poi viene instaurato un governo tecnico che si occuperà di raccogliere con una “manovra” dalle tasche dei cittadini il denaro necessario per pagare il debito di cui lo Stato si è fatto carico.

Un governo vero con le palle dovrebbe obbligare le banche a farsi carico delle loro perdite e impedire che vengano fatte simili speculazioni, e il fatto che succede il contrario significa che abbiamo governi fantocci in balia dell’oligarchia finanziaria.

Lo Stato dovrebbe avere la sua Banca Centrale, senza alcuna partecipazione privata e stampare il suo denaro. In questo modo non potremmo mai essere depredati dai filibustieri della finanza internazionale. Quello che succede invece è che i governi agiscono come esecutori o anche come agenti di raccolta fondi per conto di quella gente.

E’ ora che le persone si sveglino, mi sento impotente quando vedo le persone che escono dal tabaccaio sfregando i gratta e vinci. Sembra che quasi nessuno si renda conto che ci stanno invadendo per renderci schiavi. Una schiavitù senza catene, fondata sulla vessazione economica.

 

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Luciano Gianazza Luciano Gianazza

Luciano Gianazza, traduttore dei libri originali di Arnold Ehret, e di Edwar Earle Purinton, scrive articoli di carattere filosofico spirituale che rispecchiano le sue personali esperienze lungo il cammino della conoscenza, oltre ad altri sulla corretta alimentazione dell’uomo. Ha creato il sito NikolaTesla.it per un suo voler ricordare un Uomo, Nikola Tesla, per cui nutre una profonda stima.